VOCE SINGOLA E PLURALE
Aggiornamento: 27 set
Note sulla poesia di Ester Gugliemino
Questa volta voglio aprire uno sguardo sulla poesia del Sud, in particolare, la Sicilia con Ester Guglielmino, autrice di versi e insegnante di lettere e latino nei licei, Ester vive a Modica, città che ama e che compare come presenza nei suoi testi.
Mi hanno colpito le poesie di Guglielmino soprattutto per la forte aderenza alla matericità e alla corporeità del mondo, quasi un voler parlare per "correlativi oggettivi" dei sentimenti, dei ricordi attraverso la concretezza, secondo la grande tradizione montaliana.
Pensiamo al libro Diario femminile singolare (Delta3 edizioni, 2025): una raccolta intensa che vuole ripercorrere i passi di un'esistenza di donna, raccontando una storia privata, ma che per molti aspetti diventa anche collettiva o comune a molte altre. Questo è un libro del singolo individuo che però si allarga all’esperienza umana generale, con forte carica anche emotiva, vicina all’espressionismo pittorico, come in questi versi : “La morte di mio padre/ me la portavo al dito/ a mo’ di fede, / turgida e gialla/ come un bubbone antico”, dove si unisce la potenza visiva al legame affettivo
Nei versi del 2025 ogni incontro, ogni ricordo e ogni esperienza si mostra nella sua matericità, come in " Briciole", dove si legge nella strofa finale:
(…)
Ha occhi belli la bimba che più
non ricordavi e uno chignon da attrice
la ragazza che si morde le labbra
in terza fila, ne hai fatto una donna ora
e non ne tieni più memoria, sono briciole
in aria per le rondini, che soffiano
nuvole bianche, prima di migrare ancora.
Questo Diario di fatto non corrisponde a un resoconto diaristico, ma è un ripercorrere ciò che è stato per scorci, frammenti e ombre, cercando però di intuire varchi di senso e trarne intuizioni, tra vittorie e sconfitte. L'autrice, nella sua nota al libro sottolinea quanto sia difficile oggi parlare ancora di "questioni femminili" o di femminismo, anche perché si dà per scontato che le donne abbiano acquisito parità di statuto sociale e culturale rispetto agli uomini, con tutti i sottintesi problematici di questo dare per scontato, con la solitudine e le sconfitte che sono compagne di vita di molte donne.
Infatti è proprio sulla condizione interiore, anche psicologica, delle donne che Ester si sofferma nel libro del 2025, partendo da un’autoriflessione, ma anche di un viaggio nel passato che diventa luogo di consapevolezza e di scoperta. Poesia come voce corale, dunque, come varco che dal concreto si muove per scorgere ciò che sta dietro o dentro il fatto o la persona, spesso indagando il passato, come dicevamo, ma anche persone e oggetti quotidiani, il tutto in un linguaggio diretto e semplice, mai banale però, lingua di tradizione caproniana, come scrive David La Mantia in prefazione.
Vi propongo alcuni testi inediti, dove riscontriamo l’aderenza alla corporità e matericità, si legge infatti di labbra, braccia, capelli, scalini e muri, di bambine che saltano, ma qui per dire dell'esperienza si fa un ulteriore passo in avanti nella ricerca, senza mai prescindere dalla intuizione del significato.
Poesie inedite tratte da
Minima et Animalia
(cose piccolissime che riguardano gli umani)
Minima I
Il ramo
che s’inalbera
a divaricare il cielo
allena la corteccia
dei talloni
a sconfinare altezze
da abitare col pensiero.
De spiritu animali, I
Ti parlo da distanze siderali,
da galassie di silenzi che hanno
attraversato tutte le pareti.
Ti chiamo dal grembo dei pianti
miei di bimba, da tutte le paure
che gocciolano stalattiti di marmo
dal soffitto. Ti chiamo dagli antri
di caverne solitarie, istoriate di fughe
e cacce animali di sopravvivenza,
dal midollo delle cortecce antiche
che gemmano speranze per i secoli
a venire. Ti chiamo, ma mi rispondi
a stento e io ho viaggiato secoli
per riconoscermi senza mai vederti.
De spiritu animali, VI
La bambina ha gambe di plastica
e piume d'uccello, sulle costole
il volo scomposto delle rondini
ch’aspettano il tempo per migrare
altrove. La bambina ha sguardo
profondo e fiato corto, sui capelli
un vortice di rosso le rimbalza
al sole, e parla la bambina parole
di bambina, corre corse buone
per gambe snelle e piedi piccolini,
dentro il suo corpo brucia un cuore
di gazzella, il vento scuote polvere
dai ginocchi e dalle ciglia: in un angolo
di mondo un verso riesce a farla bella.
De spiritu naturali, II
La ragazza si trascina in ciabatte
al piano primo, io scendo al meno
due come Francesca sopra il caldo
dello Stige. Altra bufera: non sapere
quanto scenderai ancora; confidare
in un’inconsistenza temporanea.
La ragazza porta svelta la sua attesa
oltre l’uscita. Io resto in quest’ovatta
raggrumata: fuori stilla pioggia buia.
Guardo alto: le stelle cadono dal cielo
quando non ce ne rendiamo conto.
De spiritu vitali, VI
Ci si attacca alle piccole cose del giorno,
le scarpe sotto il comodino,
lo scalino che taglia la porta dalla strada,
il fiore che non hai piantato sul balcone.
Restiamo,
la cadenza del braccio che segue la parola.
Restiamo,
il gesto del mestolo che pesca la minestra.
Restiamo,
il sorriso al figlio nel cortile della scuola.
Restiamo.
Si cammina col passo lento della pioggia.
Il verde d’una foglia germoglia nella tasca.

Biobliografia
Laureata in Lettere Classiche. Lavora come insegnante di Lettere e Latino presso i licei della provincia di Ragusa. Accanto all'insegnamento, coltiva da anni la scrittura e la diffusione della cultura, occupandosi di recensioni, articoli, racconti per riviste online e laboratori di editing. Collabora inoltre alla stesura e progettazione di eventi teatrali e letterari È redattrice di lit-blog culturali, curando rubriche di approfondimento sulla poesia e sulla metrica, come Il diario di Dafne per il blog Finestre e Metricamente per Le parole di Fedro. Opere principali: Sull'orlo di un bicchiere screziato di rossetto (2022) Il canto muto delle stelle (2023), Altre stagioni di morte e di amore (2024), Diario femminile singolare (2025)



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